Venghino signori, venghino

Certe iatture uno se le va cercando.
E perché non apri un blog, e perché non scrivi un romanzo, e perché non mandi il curriculum a Cosmopolitan.
E quando scrivi su Facebook mi fai morire dalle risate, e quando sono là che non ho niente da fare e m’annoio vado sul tuo profilo per vedere se hai pubblicato qualcosa di nuovo, e mamma mia ‘sta vena ironica che hai è peccato se la sprechi così. Bla, bla, bla.

Stuzzica oggi, stuzzica domani, un po’ ve la siete voluta. Io adesso un blog lo apro per davvero, ma lo faccio con le dovute premesse. Non visitatelo se sperate di trovarci profonde e labirintiche riflessioni sulla reintroduzione dell’articolo 18, interessantissime dissertazioni sull’importanza di conservare il cordone ombelicale perché ricco di cellule staminali o se sperate che io possa in qualche modo ragguagliarvi su che parte è meglio stare, se tra i no vax o i pro vax.

No, questo spazio è mio – lo pago pure perché di solito faccio shopping compulsivamente e in mezzo a trucchi e giare extralarge di Yankee Candle m’era presa la fissa, ad un certo punto, di avere un dominio tutto mio di cui pavoneggiarmi con chi neanche sa cosa sia, un fottutissimo dominio – e quindi lo decido io che metterci dentro. Cioè che poi non è che lo deciderò nel vero senso della parola. Non so fare la lista della spesa, o se la faccio state pur certi che la perdo prima di arrivare al supermercato, quindi pensate davvero che io possa essere in grado di pianificare nei minimi dettagli quando, come e cosa pubblicare su questo blog? Macché. Farò tutto come meglio mi riesce: alla cazzo di cane.

Tanto vale chiarire subito, nel frattempo, che qua a casa mia si ride soltanto. Niente pippe mentali. Giusto qualcuna qua e là, ma solo se ci scappa nel bel mezzo di una tempesta ormonale. Assisterete, qualora lo vogliate s’intende, al tripudio della frivolezza più immonda, del fancazzismo più totale e sarete letteralmente bombardati da minchiate a profusione. Tante, tantissime minchiate. Tutte quelle che mi passano per la testa ogni giorno. E vi posso assicurare che sono tante.
Nient’altro che un pour parler fine a se stesso e totalmente privo di senso e fondamento logico. Anzi, un purparlè, che io sono patriottica e ‘sti francesismi ma anche no.
D’altro canto a 31 anni il coraggio di sputtanarti in pubblico ce lo devi pure avere, no?

E a voi, voi che tanto lo avete voluto questo blog, manco a Wall Street non aspettassero altro che quotarlo in borsa e manco io fossi esilarante come Selvaggia Lucarelli, una cosa la devo dire: non lamentatevi se questo spazio tra qualche mese sprizzerà stronzate da tutti i pori, perché in fondo, come vi ho già detto, ve la siete andati a cercare. E ognuno, si sa, è responsabile delle proprie azioni e deve assumersene le conseguenze. Come a dire, insomma… che sì, da ora in poi sono cazzi vostri. E questo, sappiatelo, è il primo ed ultimo francesismo che mi concederò.

287total visits,6visits today

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: